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Monsignor La Piana: “Fittipaldi mi infanga, io non mi sono mai arricchito”

Riportiamo l'intervista integrale del nostro Arcivescovo Emerito Mons. Calogero La Piana, rilasciata a "La Fede Quotidianalogofedequoti

Mons-La-Piana-250x200“Il giornalista Emiliano Fittipaldi ha dato voce e credito a sacerdoti della mia diocesi che mi sono ostili. Questa è opera del diavolo.” E’ lo sfogo a La Fede Quotidiana di monsignor Calogero La Piana, arcivescovo emerito di Messina. Che cosa è accaduto? Il giornalista Fittipaldi ha da poco pubblicato “Lussuria”, un volume che si occupa del caso pedofilia nel clero ed anche di lobby gay. Un capitolo, anticipato da l’Espresso, è dedicato a Monsignor La Piana . Secondo il giornalista, monsignor La Piana avrebbe intrattenuto relazioni omosessuali con un  ricco medico della sua diocesi ottenendo da questi una ricca disposizione testamentaria in deroga ad una precedente dello stesso dottore. Insomma, secondo Fittipaldi, il vescovo di Messina, per via dei suoi presunti rapporti omosessuali col medico, avrebbe conseguito un lucroso lascito ereditario. Monsignor La Piana che oggi vive a Roma ospite della Basilica del Sacro Cuore, pensionato dei Salesiani, nei pressi della stazione Termini.

Eccellenza, ha letto?

“Sì. Fittipaldi sbaglia. Nei miei confronti da tempo si è scatenata una vera offensiva priva di sostanza  per infangarmi. Una volta hanno sostenuto che avevo creato problemi economici alla diocesi. Non potendo suffragare questa accusa priva di ogni valore, ecco quella della omosessualità e della eredità. Una domanda: lei che fa il giornalista mi ha contattato qui con facilità. Perchè Fittipaldi dopo aver raccolto, a suo dire, quegli elementi, non ha sentito la minima esigenza di ascoltare la mia versione?”.

 

Perchè secondo lei si è arrivati a scrivere quelle cose?

” Fittipaldi ha seguito acriticamente  i veleni di  alcuni sacerdoti  diocesani che nutrono rancore verso di me, sono due nel particolare. Qeal capitolo non è frutto di Fitipaldi, ma il veleno di un gruppetto di preti locali scontenti verso di me per motivi di interesse, da vescovo li avevo toccati nelle loro prerogative e si sono vendicati. Aggiungo che il capitolo dedicato a me è fuori tema, perchè il libro tratta della pedofilia.  Sembra quasi un atto di omaggio del giornalista a chi ha fornito delle notizie, ovviamente false. Siccome la bugia è figlia del diavolo, lo dice il Vangelo, ecco che questo libro è opera del demonio alla pari di chi anonimamente calunnia per motivi di rancore”.

La sua versione sul lascito ereditario…

” Fittipaldi poteva benissimo chiedere alla diocesi di Messina e  sarebbe stato tutto chiaro. Io ho donato tutto sino all’ultimo e  non ho tenuto nulla per me, non mi sono arricchito,  vivo qui in un  pensionato dei salesiani. In quanto ai rapporti omosessuali sono una bufala. Il benefattore  che mi ha   dato il lascito ereditario era un noto medico della diocesi, vicino alla Chiesa e molto credente che aveva curato, gratuitamente, preti e vescovi. Una volta ammalatosi  e ormai solo, nessuno di quelli che aveva riempito di attenzioni lo ha degnato di  cure e allora scelse autonomamente di cambiare il testamento donando a me i sui beni. Lo fece perchè io sono stato il solo che nel tempo del bisogno ho mostrato attenzione e vicinanza, chiamandolo  al telefono o anche facendogli visita. Lui si era sentito abbandonato e gratificato  dalle mie attenzioni, tutto qui. Scelse spontaneamente di cambiare il beneficiario del testamento, io neppure volevo. Ma mi costituì erede in qualità personale non di vescovo, sia ben chiaro”.

Cosa pensa di Fittipaldi?

“Il libro non passerà alla storia, è il solito sensazionalismo anti Chiesa. Fa leva su questo per motivi di banale cassetta, del resto è recidivo basti vedere la sua opera precedente. Sono felice delle tante attestazioni di solidarietà nella Chiesa che ricevo ogni giorni, la memoria del mio cellulare è piena”.

Bruno Volpe

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